C' è sempre il tarlo di un giro impegnativo, di 3 giorni, ma ogni volta salta sempre fuori qualcosa che mi impedisce di accenderlo, e cosí accade anche quest' anno

A questo punto mi stufo, non è che per questo motivo posso ancora stare lontano da uno dei gruppi meno celebrati, ma piú belli, delle Dolomiti...
Gruppo molto particolare, perché alla selvatichezza e alla bassa frequentazione si accosta la maestosità delle cime, alcune delle quali mancano di poco i 3000 metri, a differenza di altri gruppi altrettanto selvaggi ma molto piú bassi, in cui all' imponenza si sostituisce il delirio gotico.
Sono giunto ormai a metà della mia vacanza cortinese, in cui alle giornate per crode alterno serate a base di vodka-lemon, mojito e rum-cooler, e durante una di queste serate, chiaccherando con un ragazzo della zona, saltano fuori proprio le Marmarole ed un giro che avevo sempre avuto "sotto il naso", ma stupidamente non avevo mai messo in programma: il giro delle tre forcelle Jau de La Tana, Froppa, Marmarole, le piú alte del gruppo.
Giro che, spezzando l' anello ed impostandolo come traversata, si riallaccerebbe con un mio vecchio tarlo, risalente al giro di tre anni fa, ovvero il Vallon degli Invalidi (già il nome è un programma

ACCENDIAMOLO
Chiamo il Rifugio Chiggiato, c' è posto. Perfetto.
Giovedí pranzo in velocità e mi faccio accompagnare in Val d' Oten al parcheggio di Ponte Diassa, rapidi preparativi e mi metto in marcia lungo il sentiero 260 per il Rifugio Chiggiato

Inizialmente il sentiero affianca per un breve tratto il greto del Rio Diassa

per poi infilarsi nel bosco

Dopo una prima parte piú ripida, dove becco pure dieci minuti di pioggia in cui fortunatamente il bosco, parzialmente a latifoglie, mi fa da ombrello, la seconda parte diventa una piacevole passeggiata ed arrivo cosí al Rifugio Chiggiato, a ragione considerato uno dei piú belli delle Dolomiti orientali: piccolo, grazioso ed accogliente (sento una coppia di Roma dire che sembra la casetta delle fate, stesso commento che 5 anni fa avevo sentito al Rifugio San Marco, che non a caso si contende lo scettro col Chiggiato )

ed inoltre è uno spettacolare balcone panoramico:
davanti Cridola, Monfalconi, Spalti di Toro, Preti e Duranno




di fianco troneggia l' Antelao, che stasera è però completamente coperto dalla nuvolaglia

speriamo di beccarlo almeno domani all' alba...
Bon, butto la roba in camerata, preparo la branda, e sono pronto per la cena: casunziei seguiti da goulasch
tra primo e secondo scorgo un riflesso da fuori, è ora!
Purtroppo a causa della nuvolaglia l' enrosadira è timida, non oso immaginare che spettacolo se fosse limpido...

rientro e taaaac, beccato in flagrante! la webcam mi ha preso mentre fotografavo

Finisco di mangiare chiaccherando coi compagni di tavolo, dopodiché la butto a carte e grappe con una famiglia veneziana: butta una carta e bevine una, bevine un' altra e butta un' altra carta, alla fine sbaraglio tutti e... le grappe hanno sbaragliato me

Vado a letto e prendo sonno come un pero, ciao a tutti...
la mattina suona la sveglia giusta per l' alba, se non becco l' Antelao mi incaxxo a fuoco.
ACCONTENTATO




Adesso si che si ragiona

Soddisfatto, posso tornare in camera a preparare lo zaino, poi scendo a far colazione, saluto i deliziosi gestori ed il loro cagnolone, e sono pronto a mettermi in marcia: si comincia!
Il sentiero è sempre il 260, "Sentiero degli Alpini", in direzione Bivacco Tiziano

Inizia tagliando comodamente in costa tra i verdi ed il rado bosco, perfetto per scaldare le gambe senza strappare

mentre sulla sinistra la magica scogliera si fa già ben notare: è proprio la in mezzo che andrò


Arrivo al bivio de i Sacú, dove si stacca il bel sentiero 262 per il Rifugio Baion (ha due brevi e facili tratti attrezzati ed è panoramicissimo)

Tiro dritto per il mio 260, che adesso pare quasi perdersi nell' erba, ma che è comunque ben segnalato

e mi trovo in faccia LUI, il Re


il bosco cede il posto ai mughi

ed in breve la faccenda inizia a farsi interessante: comincia la serie di canali e valloni da attraversare con continui saliscendi


arrivano anche le cengette: AAAA TOP


e dopo le cengette, aggirando Cima Salina, arriva anche il primo breve tratto attrezzato

lo supero e mi ritrovo catapultato improvvisamente in un angolino di eden: un pascolo d' alta quota punteggiato dalle rocce

Dove non mancano le stelle alpine

Da qua il sentiero prosegue lungo una piacevole cengia tra i verdi che punta ad un canale terroso

o meglio, sabbioso direi... per fortuna che hanno messo i cavi altrimenti auguri a salire sto coso



arrivato su non posso fare a meno di girarmi ancora una volta verso l' Antelao, e vedo che sta mettendo il cappello...

ma, a proposito dell' Antelao, non dovrebbe esserci il Rifugio Galassi? vediamo se lo becco con lo zoom...
eccolo la!

Superato il canalino, il sentiero riprende a seguire le piacevoli verdi cenge

con Punta Anita e le Cime di Val Tana che adesso si manifestano nella loro imponenza


E finalmente arriva l' ambiente "mio": ghiaie, ghiaie, e ancora ghiaie



In questo catino si può individuare il vero inizio delle fatiche, fatiche che però sono rese piú leggere - direi anzi impercettibili - dall' ambiente circostante

arrivano anche le prime scalette

e qualche tratto un po' piú ripido in cui aiutarsi col cavo

Poi, di colpo, altro cambio di scenario: di nuovo nel verde

verde che comunque si esaurisce ben presto, lasciando il posto alle mie amate ghiaie


Come una beffa del destino, proprio mentre mi avvicino alla parte spettacolare del giro, il cielo decide di coprirsi, mentre alle spalle è tutto un velo di foschia


Amen, cerchiamo di fare buon viso a cattivo gioco, e godiamoci il ravanamento!

Ravanamento che in breve porta all' inizio della ferrata vera e propria

Data la natura del terreno, e la relativa facilità del percorso, il cavo non è continuo, ma si alterna a dei piacevoli tratti di roccette libere


Facile o no, il vallone da sopra fa comunque impressione


Superata una "pancia", arriva l' ultima scaletta


mentre il Sole cerca di farsi largo tra le nuvole che ormai sembrano voler avvolgere tutto

La forcella intanto si fa sempre piú vicina

Eccola là!

Ultimi passaggi attrezzati...

...tabella di fine ferrata...

...ed eccomi arrivato a Forcella Jau de la Tana, che regala un ambiente semplicemente da sballo



sotto di me il catino che porta ai Lastoni delle Marmarole, a chiudere l' orizzonte Cristallo e Cadini di Misurina



(e se non ci fossero le nuvole, pure le Tre Cime)

in fondo, dietro i Lastoni, fa capolino il vecchio Rifugio Tiziano, che a mio avviso sarebbe bello risistemare trasformandolo in rifugio gestito

Bene, appagati gli occhi, è ora di appagare anche la pancia: veloce "pranzo", riposino di qualche minuto e sono pronto a ripartire lungo il sentiero 280 verso la Val Baion, passando per Forcella Froppa e Forcella Marmarole

E qua comincia lo spettacolo!

Il sentiero inizia salendo per facili ghiaie

affacciandosi sulla conca dove una volta c' era il Ghiacciaio Froppa di Dentro (o meglio, c' è ancora, ma sotto forma di "rock glacier", completamente ricoperto dai detriti)

L' ambiente è a dire poco lunare


punto dritto alla grande muraglia

e affronto delle brevi roccette

passate le quali il sentiero da l' illusione che la forcella sia dietro l' angolo

bene, lo svolto e... pianto il naso

la forcella è vicina, ma prima devo superare un saltino attrezzato

sono esattamente sotto il Cimon del Froppa, la cima piú alta delle Marmarole (2932): fa impressione


arrivo finalmente a Forcella Froppa, culmine del giro

mi affaccio e...
e...
e...
ELAMADONNA







Croda Bianca e Cresta degli Invalidi sono qualcosa di tremendamente spettacolare, DA SBALLO!
Con uno spettacolo simile, sono obbligato a fermarmi in contemplazione nella pace dei sensi...
silenzio e spettacolo, fantastico!
Riprendo il cammino: da qua in poi sarà tutta discesa

Affronto subito un breve tratto attrezzato

per poi passare nuovamente alle ghiaie

ghiaie che ad un certo punto diventano... ehm... praticamente terra slavata dove bisogna puntonare coi piedi per farsi un po' di passaggio, scivolare significherebbe rotolare giú per qualche decina di metri...


passata anche questa, il sentiero torna tranquillo

e posso fermarmi a guardare un attimo il sottostante intaglio di Forcella Marmarole, da cui comincia il Vallon del Froppa, che sarebbe la normale prosecuzione del giro ad anello

Riprendo il cammino ma un rumore mi fa fermare, mi giro, è una femmina di stambecco con due cuccioli


e qua arriva il bello: mentre uno, piú timido, mi guarda seminascosto dietro la madre

l' altro mi fissa spavaldo!


Addirittura ad un certo punto si abbarbica su un masso, quasi si cappotta, mi fissa e comincia a fischiarmi dietro, ma lo senti che è il fischio di un robetto grande poco piú di un cane, e non quello di un bestione adulto... mi fa morire dal ridere

La mamma li richiama all' ordine, e se ne vanno per la loro strada, mentre io riprendo la discesa imbambolato davanti alla Cresta degli Invalidi: piacevolmente piatta e ghiaiosa da un lato, dritta verticale dall' altro, e sormontata da due torrioni che sembrano due comari che se la raccontano

arrivo sul fondo della conca, come dicevo a destra si andrebbe all' intaglio della forcella e si scenderebbe verso Calalzo, io giro a sinistra ed inizio a scendere il Vallon degli Invalidi


il cui nome penso derivi dal fatto che è cosí tranquillo e piacevole che se uno niente niente si cappotta qua, resta appunto invalido

La prima parte è anche quella piú godibile: il sentiero va giú per le ghiaie senza eccessivi patemi

permettendo di godersi l' ambiente circostante, severo e maestoso



ma è superata la metà che si imbastardisce: iniziano ad alternarsi slavamenti e saltini di roccia


L' ambiente è semplicemente supremo


ma è meglio non distrarsi troppo...
Dopo un tratto in cui santo, santissimo, strasantissimo Vibram, arriva un breve salto attrezzato

dopodiché, sia sempre santificato il Vibram e chi l' ha inventato


Superato lo sbudellamento, la traccia torna a farsi piacevole, anche se, contrariamente a quanto mi aspettassi, non scende subito sul fondo ma si alza sulla destra

fino a ritrovare il verde degli alti pascoli

Bene, fine delle fatiche penseresti... sisi, prima scendi da là, poi ne riparliamo


Supero sto caminetto, e finalmente eccomi su piacevole sentiero

probabilmente questa discesa è stata la parte piú impegnativa del giro, ma adesso posso finalmente mollare un po'

il sentiero si porta a fondovalle

per poi andare a perdersi tra i mughi: i segni biancorossi non si vedono quasi piú, coperti dalle piante


La direzione è comunque chiara, basta puntare all' enorme masso, chiamato "Albergo de Baion", dove riappaiono sia la traccia che i segni

e subito dopo mi congiungo al sentiero 270 che scende da Forcella Baion

e posso finalmente godermi il panorama su Cima Bagni, Croda de Ligonto e Croda da Campo


Da qua sarà una passeggiata di piacere, il sentiero infatti diventa una piacevole strada nel bosco

ed in breve arrivo al parcheggio dove mi aspetta il passaggio per il ritorno.
Marmarole, le metto sul mio personale podio con le Pale di San Martino: un nome una garanzia, non deludono mai

E stasera, per festeggiare, mojito o rum-cooler?
Mah, facciamo pure entrambi, tanto mi aspettano due giorni di riposo
