fedipos ha scritto:Bravi tutti, senza dubbio. Ma chi sono i " tutti"? I soliti 10/15 che ci rompiamo le palle qua dentro. Il tragico, come sottolineato dal sottoscritto nelle prime battute, sono gli altri 750 fantasmi che non solo non son capaci a muoversi in ambiente, ma manco hanno le palle per parlarne, tanto "hanno il telefonino"!! Questa è la realtà, finchè predichiamo fra venti persone che la pensano allo stesso modo mi sembra che non andiamo tanto distante.
Ma non è vero, il fatto che la gente non scriva non significa che non legga.
Questo forum rimane al numero 1 su google quando si cerca "ferrata X", quindi stai sicuro che quanto si scrive qui viene visto da un botto di persone.
Proof: il troll nel forum "di là" con nickname femminile è lo stesso troll che ha postato su Planetmountain (e con lo stesso nome).
E' un peccato quindi che la si butti sempre sul "noi siamo noi e voi non siete un cazzo", diventa molto più difficile per chi è sinceramente interessato nell'avvicinarsi alle pratiche montane (fosse anche solo farsi un giro per sentieri) estrarre contenuti di valore.
Essere diretti non significa insultare a priori, perchè i motivi che avvicinano la gente alla montagna sono strettamente personali, cosi' come lo sono le capacità, le aspirazioni e i limiti.
Umiliare gli altri "relativizzando" i loro desideri alle capacità/standard/obiettivi di chi in montagna di fatto ci vive (per professione o per residenza o per hobby) è *sbagliato*.
Spiegare loro che anche la cosa più banale in montagna si porta dietro dei rischi, e come prevenirli (proof: le statistiche del CNSAS... n-mila persone che si "rompono" su normali sentieri più che a fare cose estreme) è *giusto*.
Magari qualcuno deve toccare con mano quello che dite, magari qualcuno deve rivedere le proprie ambizioni (come me), ma magari qualcuno è davvero bravo potenzialmente (mentalmente, prima ancora che fisicamente... o viceversa) nell'andare in montagna *compatibilmente con le sue ambizioni e limiti*, e si merita fiducia.
C'e' chi vorrebbe avere solo un set di capacità minime per trasmettere questo amore per la montagna ai figli/amici (o consolidare il proprio).
C'e' chi, nell'arrivare alla capanna Margherita, è sinceramente emozionato e contento alla pari di chi fa una prima di un ottomila in invernale, e non se lo scorda per tutta la vita (e poi, magari, vuole trasmettere l'emozione ai propri figli).
Quello che cambia è il percorso che va fatto per arrivarci, per il motivo testè descritto (ognuno è fatto a modo suo), ed è in questo che associazioni/palestre/blog/forum/guide/alpinioni ecc ecc ecc possono essere di aiuto, almeno in parte.
E' ovvio (?) che l'unico vero maestro è l'ambiente e l'esperienza costruita mattone su mattone, ma a volte ribadire l'ovvio è la cosa buona e giusta da fare, in uno strumento come questo di comunicazione "uno a molti", dove l'ovvio per molti è la base da costruire per moltissimi altri.
Certi aspetti da declinare sul singolo mal si applicano alla disamina in un forum online, ma certi altri (come alcuni principi della sicurezza...) sono affrontabilissimi in senso generale, purchè non si scada sempre nel particolare (es: la tal tecnica o la tal manovra o il tal gingillo al posto di un altro, io fo cosi' lui colà ciccio cosù quindi ciccio è un coglione, salvo che poi ciccio con l'otto si soloizza tutti i 4000 di Europa; per il particolare, ci sono gli stage di quelli come te, e molti altri come te).
Ma mi sto dilungando, il succo è: io ho letto e leggo, e mi è servito e serve (tre anni che son passato dall'escursionismo alla merenderos all'andare in montagna di più e meglio in posti che non mi sarei mai sognato di poter raggiungere, e ancora sono a quota zero infortuni, zero galle, zero incrodamenti, zero temporali in testa, mai sofferta la sete ecc ecc) anche se è faticoso leggere i concetti utili in mezzo a un coacervo di beghe inutili.
Non farò mai la nord del Cervino o la Gamma 2 ma va bene cosi', e come me centinaia di altri, non per questo amo e rispetto la montagna (e voglio trasmettere tale amore/rispetto a mia figlia) meno di voi.
Son contento per il tuo ginocchio, e buon Nepal (e che altri cento tu ne possa fare).
Namastè.
Dario