QUASI PER CASO: Rifugio Pernici - Riva d.Garda 6 maggio 2016

Quasi per caso, tutto nasce quasi per caso.
Nella mia vita è cosí.
Dopotutto, è stato proprio quasi per caso che nel 2009, in pienissima fase Ibiza / Miami / party vari e stecche mai viste, ho ricominciato a vagar per monti dopo 14 anni di pigrizia...
E quasi per caso è arrivato l' inizio della stagione ravanistica 2016.
Non ci stavo ancora pensando, avevo programmato di cominciare verso fine mese, ma trovo il report di Beloot che stimola la mia curiosità, ed approfitto del venerdí libero per fare la mia prima uscita dell' anno: Rifugio Pernici, sopra Riva del Garda, zona che non avevo mai frequentato.
Purtroppo non trovo in giro relazioni con le tempistiche del giro che voglio fare io, e faccio una stima spannometrica basandomi sulla cartina (stima che si rivelerà la piú precisa che abbia mai fatto
). Bon, tempo stimato c' è, entro la tot ora devo essere di rientro per andare dall' estetista, programmiamo e facciamo lo zaino.
Eccomi quindi in partenza venerdí mattina, abbastanza assonnato... la sveglia me la da quella bolgia infernale dell' autostrada A4 alle 7,30 di mattina: 1' corsia camion a 90 all' ora (e quello si sa), 2' corsia le teste di m'nkia che superano i camion a 95/100 all' ora, 3' corsia le comete a 170 all' ora che tirano inchiodate pazzesche ogni volta che qualcuno a 130 si butta fuori per superare i bastardi della 2'...
In qualche modo arrivo a Campi di Riva del Garda, dove lascio la macchina: brevi preparativi (al ginocchio non metto piú il catafalco, ma una ginocchiera leggera che metto già a casa) e via!
L' avventura comincia lungo una strada forestale parte del Sentiero della Pace, all' inizio non è segnalato ma è inequivocabile

La giornata, o almeno l' inizio... bhe la lascio commentare a voi

Dopo il primo breve tratto all' aperto la strada si infila nel bosco: solitamente non amo particolarmente questi tratti, ma non c' è afa, si sta bene, e la strada non tira particolarmente, rendendo questi primi 800 metri di dislivello abbastanza gradevoli
ogni tanto comunque, in prossimità di qualche tornante, concede qualche visuale: domina tutto quel verde brillantissimo di primavera, di rinascita, risveglio della natura che si prepara ad accogliere la bella stagione indossando il vestito piú sgargiante

Sono completamente assorto nei miei pensieri, detta con un francesismo sto pensando agli stracaxxi miei
quando all' improvviso si apre una visuale verso il fondovalle dominato dal Monte Misone

E alle sue spalle?
Alle sue spalle...
Tanta roba!
Alle sue spalle c' è lo spettacolo del Brenta imbiancato

Arrivo al bivio col sentiero 413 che arriva dalla Bocca di Giumella, prima sosta prevista, e mentre riposo qualche minuto mi godo il panorama che anche qua non è male

Da qua il sentiero è una bella mulattiera di guerra che percorre tutte le creste, con il plus che la vegetazione si dirada regalando piacevoli viste verso nord e verso il fondovalle


Dicevo che era una mulattiera di guerra, ed infatti arriva subito il primo ricovero, parzialmente riattato

Da qua ci si affaccia per la prima volta sul versante occidentale, verso la Lombardia e la Svizzera

e sullo sfondo si presentano colossi innevati (ghiacciai?)

Mi rimetto in marcia, il sentiero adesso è splendidamente tagliato sul fianco della montagna, panoramicissimo

Arrivo in breve alla Bocca di Dromaè, dove si stacca il sentiero 453 per Mezzolago.

io proseguo per il mio 413

curioso notare i differenti colori in base alla quota e al "livello di risveglio"... in basso i colori brillanti della primavera, in alto i colori ancora spenti delle piante rimaste sotto la neve fino a pochi giorni fa...

il sentiero si riaffaccia un attimo alla cresta, e questi?

Bestioni spaziali!

Aggirando la testata di Val Maraschera raggiungo il punto piú alto dell' escursione, poco meno di 1800, e trovo le ultime chiazze di neve residue

Da qua in poi sarà tutta discesa: vaaaai col lissio

Ancora qualche minuto, e raggiungo i ruderi di una grossa caserma alla Bocca di Savàl, parzialmente ristrutturata a bivacco dal Soccorso Alpino

Sento dei rumori strani... mmm una specie di brulichio... ah si, viene dalla pancia, inizio ad avere un LEGGERO appetito
Dalle tabelle il rifugio sembra vicino, vediamo se riesco ad avvicinarlo ancora un po'

cosí mi rimetto prontamente in marcia

Il posto meriterebbe una sosta piú lunga e rilassante, ma quando la fame chiama, chiama!

Rieccomi quindi in marcia, adesso è una piacevole trotterellata in leggera discesa

in basso le malghe stanno aspettando l' arrivo delle padrone di casa, tra un mesetto circa

Eccoci qua: ultima curva

dicevo, ultima curva e...
... ma quanta cavolo di gente c' è???


Eh già, siamo in periodo di Ascensione, che per i Paesi dell' Europa centrale (e orientale?) è come Ferragosto per noi, e il rifugio fa il pienone: quasi tutti turisti saliti in MTB da Riva del Garda (in effetti tra Bocca di Savàl e il rifugio ne avevo incrociate parecchie).
E qua ci sta tutta un' analisi etno/stilistica degli avventori
Italiani: oltre a me, due pensionati saliti a prendere il caffè.
Style: pensionato montanaro
Tedeschi: rigorosamente di mezza età, come ogni comitiva di tedeschi che si rispetti (tedeschi giovani in genere non ne ho mai visti in gruppi superiori a tre).
Style: a prescindere dall' attività intrapresa - MTB, passeggiata nel bosco, via di sesto grado, ferrata, ghiacciaio - non abbandonano mai la loro uniforme composta da camicione a quadri e cappellaccio alla Indiana Jones de noaltri.
E per finire arriviamo ai vincitori di tutto, ma proprio trofei, medaglie, coppe... tutto insomma!
Russi e Cechi: età media 25 anni.
Style: tutine da bici ipertecniche iperattillate.
Bene, dovevate vedere la quantità e la qualità di fighe che avevano, roba da star male, praticamente la piú sfigata era un petardo atomico
Ma tipo che ero tentato di chiamare l' estetista per annullare l' appuntamento!
Poi, due gemelle sui 22 biondissime che o per andare al bagno o per aggiungere ordinazioni continuavano pure ad andare avanti e indietro, roba da star male
Perché non ho scoperto prima questo rifugio??
Purtroppo sono sudato che basta, fuori c' è un venticello fastidioso e per evitare di prendermi il colera preferisco sedermi dentro (alla fine sabato sbolsegavo come un cane lo stesso, tanto valeva...
)
La fame c' è, e anche tanta, il menú è invitante, quindi diamoci dentro
comincio con degli strangolapreti semplicemente D I V I N I

per poi passare ad un goulasch con polenta che ti fa recuperare le energie di una maratona

Direi che il Rifugio Pernici tra qualità degli avventori, staff e cibo si può beccare il superpremio
Purtroppo, molto a malincuore, arriva l' ora di rimettersi in marcia, cosí dopo caffè, grappino e sigaretta d' ordinanza scendo alla vicina Bocca di Trat

Da qua prendo il sentiero 402 verso Campi, che subito entra nel bosco

sfila la vecchia Malga Dosso dei Fiori

e sbuca nella bella conca di pascolo di malga Grassi.

Scendo al bivio di Malga Pranzo, anche lei in bella posizione

e da qua abbastanza in breve raggiungo l' abitato di Campi, dove mi accoglie un gruppo di capre che... meglio non far incaxxare
soprattutto il caprone, ha due corni che potrebbe farmi volare a Riva senza passare per il via

Che dire, è stata una bella sorpresa, innanzitutto perché non pensavo di cominciare cosí presto e non conoscevo questo rifugio, e poi... bhe l' avete capito, la prossima volta che ci torno vedo di non avere impegni poi la sera
Nella mia vita è cosí.
Dopotutto, è stato proprio quasi per caso che nel 2009, in pienissima fase Ibiza / Miami / party vari e stecche mai viste, ho ricominciato a vagar per monti dopo 14 anni di pigrizia...
E quasi per caso è arrivato l' inizio della stagione ravanistica 2016.
Non ci stavo ancora pensando, avevo programmato di cominciare verso fine mese, ma trovo il report di Beloot che stimola la mia curiosità, ed approfitto del venerdí libero per fare la mia prima uscita dell' anno: Rifugio Pernici, sopra Riva del Garda, zona che non avevo mai frequentato.
Purtroppo non trovo in giro relazioni con le tempistiche del giro che voglio fare io, e faccio una stima spannometrica basandomi sulla cartina (stima che si rivelerà la piú precisa che abbia mai fatto

Eccomi quindi in partenza venerdí mattina, abbastanza assonnato... la sveglia me la da quella bolgia infernale dell' autostrada A4 alle 7,30 di mattina: 1' corsia camion a 90 all' ora (e quello si sa), 2' corsia le teste di m'nkia che superano i camion a 95/100 all' ora, 3' corsia le comete a 170 all' ora che tirano inchiodate pazzesche ogni volta che qualcuno a 130 si butta fuori per superare i bastardi della 2'...

In qualche modo arrivo a Campi di Riva del Garda, dove lascio la macchina: brevi preparativi (al ginocchio non metto piú il catafalco, ma una ginocchiera leggera che metto già a casa) e via!
L' avventura comincia lungo una strada forestale parte del Sentiero della Pace, all' inizio non è segnalato ma è inequivocabile

La giornata, o almeno l' inizio... bhe la lascio commentare a voi


Dopo il primo breve tratto all' aperto la strada si infila nel bosco: solitamente non amo particolarmente questi tratti, ma non c' è afa, si sta bene, e la strada non tira particolarmente, rendendo questi primi 800 metri di dislivello abbastanza gradevoli

ogni tanto comunque, in prossimità di qualche tornante, concede qualche visuale: domina tutto quel verde brillantissimo di primavera, di rinascita, risveglio della natura che si prepara ad accogliere la bella stagione indossando il vestito piú sgargiante


Sono completamente assorto nei miei pensieri, detta con un francesismo sto pensando agli stracaxxi miei


E alle sue spalle?
Alle sue spalle...
Tanta roba!
Alle sue spalle c' è lo spettacolo del Brenta imbiancato




Arrivo al bivio col sentiero 413 che arriva dalla Bocca di Giumella, prima sosta prevista, e mentre riposo qualche minuto mi godo il panorama che anche qua non è male


Da qua il sentiero è una bella mulattiera di guerra che percorre tutte le creste, con il plus che la vegetazione si dirada regalando piacevoli viste verso nord e verso il fondovalle


Dicevo che era una mulattiera di guerra, ed infatti arriva subito il primo ricovero, parzialmente riattato

Da qua ci si affaccia per la prima volta sul versante occidentale, verso la Lombardia e la Svizzera

e sullo sfondo si presentano colossi innevati (ghiacciai?)

Mi rimetto in marcia, il sentiero adesso è splendidamente tagliato sul fianco della montagna, panoramicissimo


Arrivo in breve alla Bocca di Dromaè, dove si stacca il sentiero 453 per Mezzolago.

io proseguo per il mio 413

curioso notare i differenti colori in base alla quota e al "livello di risveglio"... in basso i colori brillanti della primavera, in alto i colori ancora spenti delle piante rimaste sotto la neve fino a pochi giorni fa...

il sentiero si riaffaccia un attimo alla cresta, e questi?



Bestioni spaziali!


Aggirando la testata di Val Maraschera raggiungo il punto piú alto dell' escursione, poco meno di 1800, e trovo le ultime chiazze di neve residue

Da qua in poi sarà tutta discesa: vaaaai col lissio


Ancora qualche minuto, e raggiungo i ruderi di una grossa caserma alla Bocca di Savàl, parzialmente ristrutturata a bivacco dal Soccorso Alpino

Sento dei rumori strani... mmm una specie di brulichio... ah si, viene dalla pancia, inizio ad avere un LEGGERO appetito

Dalle tabelle il rifugio sembra vicino, vediamo se riesco ad avvicinarlo ancora un po'

cosí mi rimetto prontamente in marcia

Il posto meriterebbe una sosta piú lunga e rilassante, ma quando la fame chiama, chiama!

Rieccomi quindi in marcia, adesso è una piacevole trotterellata in leggera discesa

in basso le malghe stanno aspettando l' arrivo delle padrone di casa, tra un mesetto circa

Eccoci qua: ultima curva

dicevo, ultima curva e...
... ma quanta cavolo di gente c' è???




Eh già, siamo in periodo di Ascensione, che per i Paesi dell' Europa centrale (e orientale?) è come Ferragosto per noi, e il rifugio fa il pienone: quasi tutti turisti saliti in MTB da Riva del Garda (in effetti tra Bocca di Savàl e il rifugio ne avevo incrociate parecchie).
E qua ci sta tutta un' analisi etno/stilistica degli avventori
Italiani: oltre a me, due pensionati saliti a prendere il caffè.
Style: pensionato montanaro
Tedeschi: rigorosamente di mezza età, come ogni comitiva di tedeschi che si rispetti (tedeschi giovani in genere non ne ho mai visti in gruppi superiori a tre).
Style: a prescindere dall' attività intrapresa - MTB, passeggiata nel bosco, via di sesto grado, ferrata, ghiacciaio - non abbandonano mai la loro uniforme composta da camicione a quadri e cappellaccio alla Indiana Jones de noaltri.
E per finire arriviamo ai vincitori di tutto, ma proprio trofei, medaglie, coppe... tutto insomma!
Russi e Cechi: età media 25 anni.
Style: tutine da bici ipertecniche iperattillate.
Bene, dovevate vedere la quantità e la qualità di fighe che avevano, roba da star male, praticamente la piú sfigata era un petardo atomico



Ma tipo che ero tentato di chiamare l' estetista per annullare l' appuntamento!
Poi, due gemelle sui 22 biondissime che o per andare al bagno o per aggiungere ordinazioni continuavano pure ad andare avanti e indietro, roba da star male

Perché non ho scoperto prima questo rifugio??
Purtroppo sono sudato che basta, fuori c' è un venticello fastidioso e per evitare di prendermi il colera preferisco sedermi dentro (alla fine sabato sbolsegavo come un cane lo stesso, tanto valeva...

La fame c' è, e anche tanta, il menú è invitante, quindi diamoci dentro
comincio con degli strangolapreti semplicemente D I V I N I

per poi passare ad un goulasch con polenta che ti fa recuperare le energie di una maratona

Direi che il Rifugio Pernici tra qualità degli avventori, staff e cibo si può beccare il superpremio
Purtroppo, molto a malincuore, arriva l' ora di rimettersi in marcia, cosí dopo caffè, grappino e sigaretta d' ordinanza scendo alla vicina Bocca di Trat

Da qua prendo il sentiero 402 verso Campi, che subito entra nel bosco

sfila la vecchia Malga Dosso dei Fiori

e sbuca nella bella conca di pascolo di malga Grassi.

Scendo al bivio di Malga Pranzo, anche lei in bella posizione

e da qua abbastanza in breve raggiungo l' abitato di Campi, dove mi accoglie un gruppo di capre che... meglio non far incaxxare

soprattutto il caprone, ha due corni che potrebbe farmi volare a Riva senza passare per il via


Che dire, è stata una bella sorpresa, innanzitutto perché non pensavo di cominciare cosí presto e non conoscevo questo rifugio, e poi... bhe l' avete capito, la prossima volta che ci torno vedo di non avere impegni poi la sera
