Giro delle Cime d' Ombretta: iniziato nel 2013 e poi abortito per rannuvolamento, mai partito nel 2014 perché non trovavo previsioni meteo soddisfacenti, finalmente riesco ad accenderlo: per questo weekend le previsioni ARPAV sono inequivocabili: tempo splendido con ottima visibilità in quota, esattamente le previsioni che volevo per un giro lungo e che ti porta a fare cucú alla Marmolada, perché col cavolo che mi faccio uno sbudellamemto del genere per poi non vedere un cavolo

Sono tornato a Padova, vacanze finite, ma i miei sono su in Cadore fino a domenica: ne approfitto spudoratamente per dormire al fresco e venerdí, uscito dall' ufficio, vado su diretto; poi la sera rituale mojito a Cortina e una bella dormita.
Sabato mi alzo pigramente, preparo lo zaino, pranzo e (sotto un caldo atroce

(l' itinerario Padova - Cadore - Cortina - Giau - Malga Ciapela è molto piú lungo di quello diretto da Padova, ma almeno - facendo base in Cadore - mi consente di dormire fresco e soprattutto di fare una mezza pennichella sabato

Parcheggio, mi preparo e mi avvio lungo la stradina, passando il ponte sul torrente che viene giú... energico!

Comincia l' avventura! mi avvio lungo il sentiro 610, destinazione Rifugio Falièr

inizialmente sale tranquillo in mezzo al bosco

per poi ricollegarsi alla strada "quaddabile" che sale dal parcheggio

il bosco si fa meno fitto, e cominciano le prime visioni verso le Cime d' Auta e le Cime di Pezza

poi ad un tornante hai il primo incontro con la Regina


in lontananza il suo consorte Antelao, ed il principe al trono, il Pelmo


la strada sale a tornanti, tagliata nella roccia

ed in breve porta ai pascoli di Malga Ombretta.

Saluto le padrone di casa

ed arrivo alla malga

in splendida posizione sotto l' immensa parete Sud della Marmolada

mentre riposo arriva un gruppo che fa trekking con gli asinelli


*smile*

lei ha sete, e va al self-service

bon riposato posso rimettermi in passeggio lungo questa piacevole valle


il posto è molto particolare, perché all' ampiezza e alla dolcezza della valle fanno da contraltare le imponenti, vertiginose pareti della Marmolada

arrivo al Rifugio Falièr,

cerco subito le celeberrime caprette con l' abitudine di oziare su tutti i tavoli e le panche disponibili, ma non ci sono, sono a spasso per i monti, in compenso mi trovo davanti le bizzarre galline australiane


faccio la doccia, mi cambio e via a cena
rancio ottimo e abbondante e tra primo e secondo volo fuori come un missile:
la settimana scorsa avevo immortalato la magica triade all' alba, dal lato cadorino, adesso me li trovo al tramonto, dall' altro lato

Civetta


Pelmo e Antelào


una linea di faglia per tre giganti




arriva il dessert: spunta la Luna



è un po' pigra stasera, e prima di salire va a farsi grattare la schiena dagli aghi di un larice


Solito giro di grappette, e vado in branda, puntando la sveglia per l' alba.
È la notte piú silenziosa da quando bazzico per rifugi: non c'è un russatore molesto che sia uno, incredibile! Purtroppo però, per non so quale motivo, non prendo sonno, mi innervosisco, e ciao... riesco ad addormentarmi alle 4, e alle 6 suona la sveglia

Spero almeno in un' alba come Dio comanda, altrimenti sai che giramento?
Bhe, le premesse ci sono tutte


e dopo qualche minuto arriva il momento magico delle Dolomiti




sistemo armi e bagagli, e mezzo rincojonito vado a fare colazione
esco a fumare, e tho sono arrivate le capre

arriva anche el cavarón, che oggi pare particolarmente infoiato


Dopo aver assistito al teatrino del cavarón che ci provava come un matto, e delle caprette che gliela facevano annusare e poi se ne andavano


appena parti ti trovi subito davanti questo spettacolo con Punta del Formentón, Sas de Valfréida e Cima Ombrettola




Oi vecio muoviti che non puoi fermarti prima ancora di partire

riprovo a mettermi in marcia

il sentiero quasi ti prende in giro: ti illude partendo estremamente soft e leggermente in discesa


e mostrandoti il lato tranquillo della valle


sorvegliato alle spalle dalle immense pareti

ecco, adesso entra nella valle

che spettacolo




passeggio tranquillo

il posto è davvero rilassante, tra i pascoli un tempo frequentati anche dalle mucche della malga, anche se inizia già a dare degli assaggi di ciò che verrà...

vado avanti e indietro per i tornanti, al cospetto di questa immensità



ecco, inizia la brulleria


piú in basso è tutto disseminato di resti della guerra

adesso il sentiero rivela il suo vero volto: si esce dalla tranquillità del pascolo e si comincia a camminare tra le ghiaie







eccomi davanti ai due fratelli: Passo d' Ombrettola a destra, Sforcela del Bachèt a sinistra

il Sole adesso inizia a picchiare feroce, e il passo sembra un miraggio


sento dei rumori di franamento, è il caldo che mi da le traveggole, o c'è qualcuno che si sta ravanando in discesa i Bachèt??

guardo meglio, vedo qualcuno che scende... è un giovane stambecco, anzi, il Blitz-stambecco visto come si tira giú tutto

arriva alla base del canalone, guarda un po' perplesso il nevaio, sembra pensare vado o non vado?

decide di andare

e pare godersela!

io intanto mi godo l' ambiente lunare



il miraggio si avvicina: sarà vero?

passo davanti ad una caverna di guerra

e finalmente ci sono!!!!!!


Mi affaccio e...
e...
ELAMADONNA! il panorama... il panorama...







Palon de Jigolè, Ponte Ciadine e Cima Uomo


Catinaccio


Sassolungo - Sassopiatto


e dietro? Sorapíss e Antelao giusto per nominarne due




Lui intanto si gode il sole


direi che la sigaretta della soddisfazione qua ci sta tutta
mi preparo a rimettermi in marcia: si va di qua


err... ok, andiamo... passa di fianco a dei resti di reticolati

e mi avvio giù per il ravano

in breve arrivo a ritrovare la traccia "civile"

Lamadonna che razza di posto



e che panorami


tra una foto e l' altra arrivo al bivio col sentiero 650: Ferrata Vernale - Ombretta
Mangio una barretta, mi attrezzo e inizio a salire

La ferrata è breve ma praticamente verticale

serve infatti a superare un salto

salgo puntando il cielo

alle spalle... la Luna

in breve arrivo alla fine della ferrata, sul bordo del salto

mi disimbrago, riposo due minuti e riparto

arrivando alla base di questo enorme catino

Le Cime d' Ombretta sono là, a portata di mano, a separarci 200 metri scarsi di dislivello, peccato che sia un caldo da crimine contro l' umanità, una candela massacrante, e gli 800 metri dal rifugio a Passo Ombrettola sotto il sole già di prima mattina si fanno sentire, tanto...

La Vedretta Vernale è conciata come me, ai minimi termini

mi consolo col panorama, sempre spettacolare


metti la stanchezza per il caldo atroce, aggiungi il catafalco che inizia a far male al ginocchio, poi sommaci che io in questi ambienti vado via di testa... risultato non vado piú avanti


dai caro animo, ne hai fatti 1200, tirerai mica il kulo indietro per gli ultimi 100?

NO. AVANTI
ed arrivo cosí alla forcella che separa la Cima d' Ombretta Orientale da quella Occidentale

ho quasi paura di cosa mi troverò davanti agli occhi quando guarderò di la...
e infatti SBADADAM!




mi appare Lei, in tutta la sua magnifica immensità
I'M FACE 2 FACE WIV DA QUEEN



resto ipnotizzato, paralizzato, trovartela davanti cosí è qualcosa di enorme, quasi da infarto...
In qualche modo mi sveglio, e mi avvio a salire il sentiero di guerra per la Cima Orientale

a destra la cresta del Sasso Vernale, dove si intravvede la traccia di quello che potrebbe essere il sentiero di guerra che lo collegava con le Cime d' Ombretta

Arrivo finalmente in cima

adesso che è passato l' effetto sorpresa me la godo tutta tutta, a partire dal Gran Vernel

M'inchia quanto è grossa, non mi ci sta neanche nell' obbiettivo



zoomando sulla cima vedo chiaramente Capanna Penia e gli alpinisti arrivati su

mentre zoomando attraverso Forcella Marmolada becco il pianoro sommitale del Sella

e intorno?
seee ciao! da perdere il conto


Sorapíss e Marmaròle

Antelào e Pelmo

Civetta

Pale di San Martino dall' Agnèr fino al Cimón de la Pala passando per lo spettacolo della Trinità dei Focobón

Latemar

Catinaccio

È un' overdose dolomitica

mi riprendo dallo shock e torno alla forcella

da dove prendo il vecchio sentiero di guerra che porta alla Cima di Mezzo

e qua arriva la sorpresa: guardando in basso vedo una femmina di stambecco a passeggio col piccolino





poi abbandonano il sentiero e salgono in cresta: la mamma scruta l' orizzonte, mentre il piccolo sembra piú interessato allo strano bipede che lo fotografa


io e il piccolo restiamo qualche istante a fissarci, poi lui raggiunge la mamma sulla linea di cresta, mentre io mi rimetto in marcia

mi volto un attimo, Sud della Marmolada da una parte, Cima Orientale dall' altra, in mezzo Antelao e Pelmo: gioia dolomitica


riparto passando davanti a una postazione

e arrivo in vista della caverna della Cima di Mezzo

Comincia la discesa!!!!!!


giù in picchiata per il vallone ghiaioso

per poi raggiungere un breve tratto attrezzato con bella vista sul Vernel

c' è chi si gode le montagne salendole, chi le gode passandoci in mezzo, e chi le gode volandoci sopra

il passo si avvicina, e adesso è ben visibile il Bivacco Dal Bianco

finita la breve parte attrezzata mi ritrovo in un dedalo di massi, stupendo


e arrivo al bivacco, dove transito senza fermarmi

gli ultimi metri verso il passo sono caratterizzati da un' intrusione di scura roccia vulcanica; come ci sia finita qua in mezzo non me lo spiego



eccomi finalmente a Passo d' Ombretta

dove il clou del giro può dirsi concluso.
Riposo qualche minuto, doverosa sigaretta della soddisfazione, e riparto in discesa lungo il sentiero 610 verso il Rifugio Falièr


ok, è finito il clou, ma non lo spettacolo

giù a tornanti lungo questo ghiaione

con in faccia Pelmo e Civetta


L' ambiente è sempre uno spettacolo lunare


anche se pian piano comincia a spuntare un po' di verde qua e là

creando degli effetti cromatici che bhe... giudicate voi


il sentiero non è particolarmente rognoso, cosí lascio le gambe libere di sciogliersi, e arrivo in vista del Fungo di Ombretta sulla cresta finale, al di là della quale torno a vedere la Valle d' Ombrettola che avevo salito stamattina

ormai è il verde a dominare


e a ricordare che non siamo in posti qualsiasi ci pensano le imcombenti pareti

con l' immensa parete della Civetta a fare da poderosa quinta


ormai però siamo alla fine, e compaiono anche i primi larici

entro definitivamente nel bosco

e mi trovo in men che non si dica al Rifugio Falièr

i gestori mi vengono a salutare e mi chiedono com'è andata, quando vedono un sorriso immenso comparirmi in faccia sono quasi piú contenti loro di me, diciamo che quel giro è una sorta di loro cavallo di battaglia, e vedere la gente che ne torna ancora per aria... penso sia una delle soddisfazioni piú belle

mi faccio fare un panino bello carico e bevo tipo un litro di lemonsoda, li saluto e mi rimetto in marcia: sempre sentiero 610, destinazione Malga Ciapèla


il sentiero mi fila sotto i piedi che quasi non me ne accorgo

e in un attimo arrivo a superare Malga Ombretta

da qua decido di tagliare: prendo il vecchio sentiero, tutt' ora in uso come variante, che si fionda ripido nel bosco

e arrivo cosí al ponticello sul torrente che ho salutato ieri alla partenza

Arrivo alla macchina stanchissimo, e mi aspettano pure 3 ore di strada, ma che razza di giornata, e che razza di giro!!!!!!!