Quello che ripaga ampiamente la fatica non è tanto la parte finale di facile arrampicata (peraltro su passi talvolta di ghiaie e/o roccette da testare ben bene), quanto gli scenari che si visitano e si vedono lungo il percorso. In primis il Pian di Campido con il corollario di cime ed il suo aspetto particolare.
Sopra Gares, sotto la linea dei Campanili di Lastei di Focobon
Cimon de la Stia sopra l'omonima malga

Lungo traverso sui prati alti sopra la Val Gares

Pale San Lucano ed il gruppo Agner sopra la conca agordina
Ancora lontani dal Pian di Campido quasi sotto la Taiada

A sinistra il Sasso Todesco - al centro il Campanile dei Campidei sopra il Pian di Campido

Cima Pape - San Lucano - Agner - Pale dei Balconi. In primo piano il Driopare

Si intravvede la Cima di Campido

Il canale di accesso, a destra il primo tratto di salita oppure direttamente sulle rocce al centro
Al centro la cresta rocciosa sopra la Banca de le Fede

Sulle terrazze soprastanti il canale di accesso
A sinistra la parete est della Cima di Campido - al centro le torri Campido e 24^ Compagnia Alpini - a destra l'intaglio di passo Zopel

La Cima di Campido con la parete est e la cresta

Il vallone salito verso passo Zopel: il profilo della Taiada, l'altopiano delle Pale ed il Sasso Todesco

Primi passaggi sulla roccia
Ricerca dei migliori passaggi verso la cresta
In prossimità del filo di cresta
Sul filo di cresta: il Mulaz

Marmolada
Val Biois con Falcade, Cimon de la Stia, Campanili di Lastei, Cima Zopel

Ultimi metri sotto la cima
La breve ed esigua crestina sino all'ometto terminale
Cima di Campido - Altopiano delle Pale - Vezzana - Ziroccole - Bureloni - Valgrande - Cima Focobon

Cima Focobon - Mulaz - Val Biois - Cimon de la Stia - Campanili di Lastei e dietro la Marmolada

La Val Biois, Cima Pape e dietro la Civetta


Rientro


Grande faticata ma ne valeva la pena.